Un quaderno di simboli: un esercizio creativo tra immagini e parole

Cerchio, chiave, ponte, onda, scala: alcune forme fanno nascere associazioni quasi immediatamente. Un quaderno di simboli può raccoglierle e trasformarle in materiale per racconti, disegni o poesie. Non serve attribuire alle immagini un significato universale e non è una pratica terapeutica. È un esercizio creativo: osservare una forma, scrivere le prime parole che vengono in mente, poi usare quelle parole per inventare una scena. Il significato resta personale e può cambiare da un giorno all’altro.
Scegliere un simbolo semplice
Disegna una forma o un oggetto facilmente riconoscibile: una porta, una conchiglia, una montagna. Evita di cercare subito “cosa significa”. Prima descrivilo fisicamente: linee, materiale immaginato, posizione, dimensione. La descrizione rallenta l’automatismo e offre più materiale alla fase successiva.
Scrivere cinque associazioni senza correggerle
Accanto all’immagine annota cinque parole. Possono essere ricordi, colori, verbi o luoghi. Non devono essere coerenti e non devono corrispondere a dizionari simbolici. Se disegni una chiave e pensi a “nonna, ferro, inverno, armadio, segreto”, quelle cinque parole sono già una piccola costellazione narrativa.
Trasformare due parole in una scena
Scegli due associazioni e scrivi cinque righe in cui compaiono entrambe. Non spiegare il simbolo: lascia che agisca nella scena. Una porta può rimanere chiusa, una conchiglia può essere trovata in un cassetto. La storia diventa più interessante quando l’immagine non viene ridotta a un’unica morale.
Ritornare sullo stesso simbolo dopo una settimana
Ripeti l’esercizio senza rileggere le prime note e confronta le associazioni soltanto alla fine. Potresti scoprire che la stessa immagine produce parole diverse in momenti diversi. È una buona dimostrazione del fatto che il significato creativo non è fisso e non richiede spiegazioni soprannaturali.
Cosa tenere a mente
Usa il quaderno per scrivere e disegnare, non per diagnosticare emozioni o prevedere eventi. Se l’esercizio fa emergere temi difficili, puoi semplicemente interromperlo; non attribuire al simbolo il potere di “rivelare” verità nascoste. Per gruppi o laboratori, chiarisci che ogni interpretazione è personale e che nessuno deve spiegare o condividere più di quanto desideri.
Un simbolo diventa interessante quando apre possibilità invece di chiuderle in una definizione. Il quaderno conserva queste possibilità e le trasforma in materiale creativo.
